L’incontro tra indie e hip-hop, ovvero: come ti cambio la musica italiana

Di recente Gazzelle ha annunciato “OK”, il suo nuovo, attesissimo, disco. In uscita il 12 febbraio (sotto San Valentino, gran bella mossa di marketing!), il terzo album del cantautore romano è stato anticipato dai successi di Destri, Lacri-ma e Scusa, che ovviamente figurano tutti nella tracklist. Ma ciò su cui vorrei soffermarmi è qualcosa di più specifico, che al tempo stesso ci porta a fare un discorso ben più ampio: parlo del featuring con tha Supreme. Ancor prima che sia reso disponibile all’ascolto, infatti, Coltellata (così si chiama il pezzo) ci permette già di fare qualche importante riflessione sul panorama musicale italiano di oggi e di domani.

La collaborazione fra Gazzelle e thaSup sembra essere il coronamento di quel processo di commistione fra scena indie e scena hip-hop che in Italia è in atto ormai da qualche anno, ma che ha subito negli ultimi tempi una brusca accelerata. Se da un lato l’enorme successo del rap negli ultimi anni ha fatto sì che il mondo indie si accorgesse che in quel mare c’era tanto di interessante da pescare, dall’altro lato il processo di sofisticazione che il rap ha attraversato dai tempi dell’hardcore duro e puro ad oggi gli ha permesso di sviluppare una sensibilità tale da aprirlo al mondo indie. L’affermazione recente di artisti come ARIETE e PSICOLOGI, ma anche di Madame e Tredici Pietro, l’emergere di nuovi interessantissimi elementi come i Bnkr44, Irbis37 o il quattordicenne SirProdige, sono la dimostrazione che l’incontro tra indie e hip-hop non solo è frequente e consistente, ma che è anche sempre più apprezzato, specialmente fra i più giovani (a differenza dei più grandicelli, cresciuti con una più marcata dicotomia fra i due generi).

Gli esempi che indicano in questa direzione sono tantissimi e in continuo aumento. Basti pensare a LA CANZONE NOSTRA di Salmo e BLANCO, un’uscita di un paio di settimane fa tutt’ora in cima alle classifiche, che segna l’incontro fra un mostro sacro del rap italiano ed uno dei prospetti più interessanti della scena indie. Che cosa dire, poi, di Chiello degli FSK, capace di far convivere con totale naturalezza le sonorità dolci dei suoi lavori da solista con quelle ruvide e cattive dei pezzi della FSK Satellite? Parliamo di un artista che ha messo la firma sia su pezzi come ANSIA NO e CAPI DELLA TRAP sia su pezzi come Crema di buccia e Acqua Salata: se non li avete ben presenti, andateveli ad ascoltare e poi ditemi se questo non ci racconta qualcosa circa l’evoluzione della scena musicale dominante in Italia.
Ma se non bastassero gli esempi già citati, ecco che ci viene in aiuto l’ultimo singolo di Fulminacci Un Fatto Tuo Personale, prodotto da Frenetik&Orang3. Ora, chi un po’ conosce il cantautore romano – e parlo quindi tendenzialmente del pubblico indie – non può aver ignorato quanto quest’ultima uscita si discosti dalle sue sonorità tradizionali e quanto invece si avvicini ad un suono più marcatamente rap, in particolare nella prima strofa, che è a metà fra il cantato e il parlato.
Ancora non basta? Beh, ho l’asso nella manica. Nulla fa più al caso mio, infatti, del remix, uscito qualche giorno fa,  di “Ferma a Guardare” di Ernia insieme ai Pinguini Tattici Nucleari, fra le band senza dubbio più rappresentative del panorama indie/pop italiano. Se già di per sé il percorso artistico di Ernia, che si è aperto in maniera decisa verso sonorità indie con l’album Gemelli, è un ottimo esempio a sostegno della mia tesi, l’incontro fra quest’ultimo e i PTN lo è all’ennesima potenza.
Mi fermo qui, ma solo perché altrimenti ci sarebbe da scrivere un libro.

Se è chiaro che scena indie e scena hip-hop non sono quasi mai state completamente a compartimenti stagni, dunque, è altrettanto chiaro che la reciproca influenza dell’uno sull’altro è andata via via accentuandosi fino ad essere in grado di plasmare un genere musicale ibrido, ideale punto d’incontro dei fan dell’una e dell’altra parte. É un processo ancora in corso, ma è innegabile che qualcosa di simile stia accadendo.
Questo significa che le sonorità “pure” del rap da una parte e dell’indie dall’altra sono destinate a scomparire? Assolutamente no. Questo significa che la commistione e l’incontro creativo fra i due generi saranno fenomeni centrali nel futuro della musica italiana e tenderanno a dominare le classifiche? Probabilmente sì. Staremo a vedere, perché la scena è quanto mai vivace, le novità sono tante e ci sarà da divertirsi.

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