fbpx

1 min readAFROFUTURISM? dj Khalab risponde

Se c’è un termine del quale, ultimamente ed in un certo tipo di contesti, si abusa, questo è di certo “afrofututurism”. Dovendo però fare il gioco di attaccare etichette ai musicisti ed alle loro produzioni, questa risulterebbe di certo la più indicata a descrivere il lavoro di dj Khalab.

Metropoli e villaggi africani, suoni di sintesi e percussioni tribali sono i poli tra i quali si sviluppano la ricerca musicale e le produzioni di Khalab, all’anagrafe Raffaele Costantino.

Il percorso dell’artista parte da “EUNOTO”, suo EP di esordio uscito su Black Acre Records e continua, spostandosi parzialmente verso suoni più organici, attraverso la collaborazione con il musicista maliano Baba Sissoko. A quattro mani è stato infatti prodotto “Bognya”, uscito su Wonderwheel Recordings; premiato da Gilles Peterson e remixato, tra gli altri, da Clap! Clap!.L’esplorazione delle poliritmie tipiche della musica africana da parte di dj Khalab continua in “Zaire”, collage di linee di sintetizzatore, bassi, ritmi e canti tribali, uscito a fine febbraio di quest’anno e premiato su Stamp the Wax.Dj Khalab suonerà a Lumen Festival venerdì 22 giugno.