Una lampadina accesa, ed è subito Lumen Festival. Facciamola rosa, come le pennellate di blush sugli zigomi delle ragazze. Poniamola azzurra, come la tela delle scarpe da tennis che nelle sere di giugno solcano la ghiaia dei Giardini Salvi. Scegliamola gialla, che è uno sposarsi perfetto tra il limone sul bordo del bicchiere di gin tonic ed il pomeriggio estivo. Tre i colori iconici, tredici le settimane d’attesa per l’evento 2018. Si alzeranno le luci, si accenderanno gli impianti, si spalancheranno i cancelli. Pregustando con l’acquolina ciò che è in cantiere per noi (idea-progetto-impegno-sudore), possiamo ripassare la tavolozza degli accostamenti cromatici che hanno dipinto il quadro 2017.

Luci acide di un verde fluorescente ad inondare il palco principale, tra esibizioni elettriche ed energie elettrizzanti. Trasparenze frizzanti ed ambrate nei calici di birra gelida, a rinfrescare le gole di chi canta fino a perdere la salivazione. Il bianco dei pop-corn, il viola della notte illuminata. Il bruno ruvido delle cortecce: atmosfera d’ombra che non vogliamo precluderci. Il biondo delle chiome sciolte a ritmo musicale. Rosso piccante è il colore della salsa con cui condire senza scrupoli la prelibatezza nostrana o esotica: a noi la scelta. Nero è ciò che non notiamo neppure: i cavi acustici degli amplificatori, gli appunti veloci di chi sta dietro le quinte, la sfera del microfono tra le dita del performer. Argento sono le scritte gonfie che aleggiano nel dettaglio degli angoli, dorati gli stemmi dei creativi che espongono arte handmade tra i palchi animati di suoni.

Tutto questo è Lumen Festival, un mosaico di colori a fluire tra corpi, tessuti ed anime. Nessuna esitazione: premiamo play ed accendiamo la luce.

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