Il mondo dei DJ

Nic Fabris / Catchy Sound PH. Raffaele Trevisi
Nic Fabris / Catchy Sound
PH. Raffaele Trevisi

 

C’è Festival e Festival, e poi c’è il Lumen.

Pochi secondi dopo aver varcato il cancello d’ingresso, quasi immediatamente ci si ritrova sommersi in un micromondo composto da macrocolori e soprattutto da macrostimoli. Perché ogni Festival è in realtà un contenitore di idee, che vengono percepite da molti angoli in quella che è una vera e propria esperienza sensoriale.

Ci saranno luci, sfumature e allestimenti nei quali immergersi lasciando fuori dall’ingresso problemi e cattivi pensieri. Ci saranno prelibatezze delicate con le quali deliziare il proprio palato. Ci sarà, ovviamente, anche la musica, che è uno degli aspetti principali attorno ai quali ruoterà il Lumen Festival 2015. La parola Dj-Set viene interpretata in decine di modi, a seconda della propria conoscenza e della propria esperienza.

Per qualcuno Dj-Set equivale semplicemente alla presenza della musica, ma per molti altri invece dietro a questo termine si nasconde una scatola magica da interpretare e godere a fondo. Quando un Dj sale in console, inizia una vera e propria sfida con un solo, unico obiettivo: trasmettere tutto quello che ha imparato negli anni, creare un vero e proprio mondo parallelo nel quale il pubblico viene attirato, e far sì che ogni persona si senta comodo all’interno di questo mix di melodie, sonorità, momenti di vita vissuta, emozioni e sensazioni. Il tutto racchiuso in un’esplosione di bit che permettono al pubblico di abbandonare ogni tipo di preoccupazione, lasciandosi così trasportare senza opporre resistenza, concedendosi a una lenta assuefazione musicale che termina solo con l’ultima nota.

E’ questa la vera e propria magia che i Dj che Lumen Festival ha accuratamente scelto per voi saranno chiamati a fare. Penseranno a tutto loro fin da quando collegheranno al mixer non solo le proprie cuffie, ma anche tutta la loro esperienza, la loro cultura musicale, tutti quei dischi divorati negli anni alla ricerca di un qualcosa dall’immenso valore: il proprio sound. Pensare alla musica elettronica come se fosse semplicemente un infinito e noioso “tunz tunz” sarebbe come guardare l’Italia dall’alto e pensare che sia solo uno stivale. A guidarvi in quest’avventura dovranno essere però le vostre orecchie, che dovranno essere ben spalancate mentre cercherete di addentrarvi nello scenario che il Dj starà creando per voi. Sembra difficile, ma in realtà non lo è. Basta lasciarsi trasportare, abbandonando i pregiudizi e aprendo la mente. Abbiamo un solo avvertimento, doveroso: verrete sedotti e abbandonati.

Prima, quasi senza accorgervene, vi ritroverete a muovere ininterrottamente il vostro corpo e a maledire il momento in cui avete scelto quelle scarpe così scomode o i tacchi, per varcare l’entrata di un angolo di Vicenza che vi sorprenderà e vi lascerà a bocca aperta. Poi rimarrete con le braccia alzate chiedendo a gran voce un ultimo pezzo perché ne vorrete ancora. E poi ancora. Tranquilli, in ogni caso: l’abbandono durerà solo fino al primo bit del dj successivo, in quella che sarà una cinque giorni da bersi e godersi tutta d’un fiato.

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